lunedì 4 giugno 2012

scoprire password pc moglie

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Domanda MIA MOGLIE MI TRADISCE E SI SCAMBIANO I MESSAGGI SU FACEBOOK . SOLO CHE LEI NON SA CHE SONO RIUSCITO A SOTTRARGLI TUTTE LE PASSWORD. POSSO  DENUNCIARLA E MANDARLA VIA DI CASA SUBITO?

Risposta Egregio Lettore, comprendo il Suo stato d'animo e la gravità del fatto.Però devo subito precisarle che la circostanza per cui Lei abbia sottratto le password a Sua moglie di per sé sono un fatto penalmente rilevante. L'articolo 615 ter  del codice penale testualmente recita:“Chiunque abusivamente si introduce in un sistema informatico o telematico protetto da misure di sicurezza ovvero vi si mantiene contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo, è punito con la reclusione fino a tre anni. 2. La pena è della reclusione da uno a cinque anni: 1) se il fatto è commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio [358], con abuso dei poteri o con violazione dei doveriinerenti alla funzione o al servizio, o da chi esercita anche abusivamente la professione di investigatore privato, o con abuso della qualità di operatore del sistema;
2) se il colpevole per commettere il fatto usa violenza sulle cose o alle persone , ovvero se è palesemente armato;
3) se dal fatto deriva la distruzione o il danneggiamento del sistema o l'interruzione totale o parziale del suo funzionamento, ovvero la distruzione o il danneggiamento dei dati, delle informazioni o dei programmi in esso contenuti.
3.Qualora i fatti di cui ai commi primo e secondo riguardino sistemi informatici o telematici di interesse militare o relativi all'ordine pubblico o alla sicurezza pubblica o alla sanità o alla protezione civile o comunque di interesse pubblico, la pena è, rispettivamente, della reclusione da uno a cinque anni e da tre a otto anni.
4. Nel caso previsto dal primo comma il delitto è punibile a querela della persona offesa ; negli altri casi si procede d'ufficio.”
Detto ciò, non mi sembra che ci siano elementi per cui Lei possa denunciare Sua moglie.
Mentre, sul piano civilistico Lei potrebbe proporre la separazione giudiziale con la richiesta di provvedimento di separazione con addebito.
Infatti, il matrimonio comporta anche effetti personali che si sostanziano nel reciproco obbligo di fedeltà, di assistenza morale e materiale, di collaborazione nell'interesse della famiglia e di coabitazione (art. 143 c.c.).
La violazione del dovere di fedeltà coniugale, qualora determini la fine del matrimonio, può essere motivo di addebito della separazione, così come disciplinato dall’art 143 c.c.
Pertanto nel caso vi sia un espressa richiesta, il Tribunale può tenere conto di tale situazione ( art. 151 c.c.) e quindi indicare il coniuge a cui addebitare la separazione, proprio per aver violato il dovere di fedeltà.
Si ricordi però che l'infedeltà coniugale, non è da sola sufficiente a giustificare l'addebito della separazione, a meno che tale  tradimento venga considerato la causa della crisi coniugale secondo un vero e proprio rapporto di causa ed effetto (Cass. Civ., sez. I,  17.12.2010, n. 25560 :  Se è vero che una relazione extraconiugale di regola si presume come causa efficiente di una situazione di intollerabilità della convivenza, rappresentando violazione particolarmente grave degli obblighi derivanti dal matrimonio, è comunquene cessario sempre valutare in concreto l’efficienza causale che questa ha avuto nel determinare i coniugi alla separazione. Certamente tale efficienza causale dovrà escludersi quando l’adulterio si inserisca in un menage familiare già gravemente compromesso, ovvero, come nel caso di specie, nel caso in cui esso sia stato poi successivamente superato dagli stessi coniugi con la ripresa di una serena vita famigliare. In tali ipotesi non potrà certamente considerarsi addebitabile la separazione al coniuge adultero, se non ricorrono altri fatti lesivi dei doveri matrimoniali)
fonte: affaritaliani.libero.it

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