giovedì 16 maggio 2013

Rilevatori microcamere negli esami

I presidi italiani chiedono a gran voce l'installazione di rilevatori di smartphone nelle sale dove saranno organizzati gli esami di maturità. Ormai lo scopiazzare è un fenomeno dilagante. Sotto accusa anche i siti pirata che riescono a pubblicare online le soluzioni dei compiti.


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Gli esami di maturità potrebbero avvenire in sale scolastiche dotate di rilevatori di smartphone. L'ANP, l'associazione più rappresentativa dei presidi italiani, ha deciso di rivolgersi direttamente al neoministro Maria Chiara Carrozza per affrontare il problema dei "copioni".
"Ministro, bastano pochi soldi, bisogna installare rilevatori elettronici di smartphone nelle sedi d'esami", si legge nella lettera firmata dal professor Giorgio Rembado, presidente di ANP. "È forse giusto che prove sempre più importanti per l'accesso all'università vengano adulterate?".
Il problema secondo il corpo docente è che la diffusione degli smartphone ha semplificato notevolmente le attività dei furbetti. Ormai non si contano più forum e siti "specializzati nel rendere disponibili in tempi brevissimi le soluzioni".

Maturità
Il fenomeno appare così diffuso e dilagante da mettere in discussione la regolarità degli esami. Gli stessi siti, secondo Rembado, "hanno fin qui potuto agire indisturbati malgrado svolgano un'attività palesemente illegale".
L'unica soluzione sarebbe quella di affidarsi a apparecchiature di rilevazione, ormai disponibili a bassissimo costo, che non emettono radio-frequenze che potrebbero interferire con le comunicazioni. Non sono pericolose e si limitano a individuare gli smartphone accesi o in standby.
Secondo le stime degli esperti si tratterebbe di una spesa compresa tra 20 e 100 euro a seconda dei modelli. Una bazzecola poiché se da una parte è vero che sono 22.500 le classi italiane che faranno la maturità, di solito si usano spazi comuni. Questo vuol dire che potrebbe bastare un investimento inferiore ai 60mila - 300mila euro. "Basta un solo rilevatore per scuola", ha sottolineato il presidente di ANP.
L'altra proposta per non favorire "truffa e inganno" è quella di combattere i siti pirata coinvolgendo la polizia postale e il ministero con una legge ad hoc. "Una malintesa comprensione nei confronti degli studenti ha indotto alcuni a tollerare e a giustificare indebiti aiuti", ha aggiunto Rembado. Infatti ne ha anche per i colleghi commissari d'esame, che a volte tradiscono il loro ruolo di controllori.
Le affermazioni dell'ANP sono preoccupanti perché evidenziano un problema di (in)civiltà apparentemente diffuso. Lo "scopiazzare" non è mai stato un gesto nobile ma un tempo gli strumenti erano meno sofisticati. Forse oggi gli smartphone e i siti specializzati riescono a far ottenere risultati ai limiti della frode. L'unica consolazione è che i maturati ignoranti di solito vengono smascherati al primo colloquio di lavoro. Magra soddisfazione per chi è sempre stato onesto: in fondo sarà obbligato per tutta la vita a subire l'ignoranza e la disonestà dei furbetti.
fonte: tomshw.it

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